Bayeux tapestry

Bayeux tapestry

lunedì 26 settembre 2016

Drôlerie, l'arte a margine per nulla marginale.



Con Drôlerie, di origine francese, si indica un'immagine grottesca, buffa, assurda o enigmatica presente nei codici di epoca medievale a margine dello scritto, inserita nel testo, come didascalia, o a piè di pagina.

Randle Cotgrave, eminente filologo autore di un dizionario inglese-francese agli inizi del 1600, nel cercare di tradurre la parola, la associa alle scimmie. Sia come sostantivo che come aggettivo es. volto scimmiesco. Riprendeva quindi la funzione propria di babwyn, indicante i babbuini disegnati ai margini dei manoscritti medievali e ne estende il significato a tutte le grottesche figure comuni alla produzione cartacea medievale ("fecit libros suos babuinare" commenta un padre nel XIII secolo riguardo allo sperpero di denaro del figlio per far riempire i suoi libri di figure ridicole). 

Una scimmia fa uno "scherzo" a un'altra, distratta da una forma di autorità. Satira più che moderna, direi.


Una scimmia a dorso di una capra, animali giudicati lussuriosi e lascivi.
In realtà le scimmie risaltano perché animali dispettosi, irriverenti, esotici -particolare non da sottovalutare- e antropomorfe. Ma di creature in atteggiamenti folli ce ne sono a iosa. 

Conigli che cacciano uomini 





O che li imitano nell'arte venatoria più nobile, quella con il falcone -cavalcando il nemico pubblico numero uno dei leporidi, un cane-







Uomini decapitati che continuano a lottare 




Non è tuttora possibile, però, fornire un'interpretazione univoca di queste immagini. Perché se pure una connessione sembra esserci, probabilmente veicolata dall'attività copiativa tipica del periodo, l'estro del singolo amanuense prevale su qualsiasi logica codificata. Così, per Richard Randall -studioso del periodo gotico- la possibilità di dare a ogni figura una corrispondenza esatta e continua è, e sarà, impossibile. Alcuni stereotipi saranno sempre validi: i conigli codardi, le scimmie lascive ecc. ecc. ma per il resto le interpretazioni saranno quanto meno superficiali. L'horror vacui, e il successivo bisogno che ogni spazio fosse riempito (spiritualmente e materialmente) era una colonna portante del pensiero dell'uomo medievale. Occupare quegli orridi spazi vuoti nei codici con critiche alla società, quando sono gli uomini a fare la figura degli zimbelli, con la satira, con rimandi alla sessualità 

Il celebre "albero dei peni", coltivato o quanto meno utilizzato da due suore... 




Un lupo al posto dei genitali, simbolo di appetito sessuale irrefrenabile




Forse possono aiutare le parole dello storico dell'arte Shapiro, per il quale esse sono "la prova evidente della libertà dell'artista e del suo possesso illimitato dello spazio che contraddice la visione dell'arte medievale come modello di ordine e devozione sistematici." 

Riempire lo spazio, possedere lo spazio. Il senso va ricercato nella necessità-possibilità di aggiungere a quanto già detto dal testo. In sostanza lo scritto occupa uno spazio preciso, ben delimitato e schematizzato, lasciando poi libero il resto del foglio, e dunque l'autore, e altri successivi a lui, di utilizzare quello spazio. Dualismo quindi fra poter fare, esprimendo quindi in libertà, e dover fare, perché tutto va ordinato e riempito. Dio non ha creato il vuoto, l'ha colmato. Che vengano dalla teologia, e dunque con chiaro significato religioso e moralistico, oppure dal volgo, dalla taverna, dai giochi di parole e dalle credenze comuni, poco importa perché sembra che la tolleranza fosse quanto meno ampia anche ai livelli più moralistici delle strutture di potere. Il rimando all'attività esecrabile, ma accettata come necessaria, della prostituzione è quasi automatico.
Illustrazione a margine. Drolerie? Qualcuno pensa sia da includere, superando il carattere grottesco del termine.



Bibbia Maciejowski, foglio 23. Esempio del riempire ogni spazio.  
Le figure a margine furono una conseguenza dell'aumento della alfabetizzazione? A mio avviso sì. Il fatto che temi sacri e profani si rincorrano spesso in questa arte figurativa indica senza dubbio l'aumento del pubblico ricettivo, meno selezionato quale potrebbe essere il pubblico di un monastero o abazia. Inoltre è stato appurato che il fenomeno delle illustrazioni ha fatto seguito, in maniera direttamente proporzionale, allo svilupparsi della civiltà urbana. Un numero sempre maggiore di laici diventava possessore del libro inteso come oggetto. E proprio come i programmi televisivi dagli anni 60 a oggi, anche all'epoca la comunicazione si adeguava al pubblico. Lazi, buffonate, scherzi e figure ridicole erano un modo per accattivarsi una popolazione vasta e dinamica, abituata alla predicazione in volgare. 

Lo studio di queste immagini rivela un'affascinante visione della complessità dell'artista medievale, e svela quanto simili siamo rimasti, a distanza di secoli, da quegli uomini.