Bayeux tapestry

Bayeux tapestry

giovedì 23 febbraio 2017

In battaglia. Parte prima.



Ah, per me, dico, datemi la guerra! È meglio cento volte della pace, come il giorno è migliore della notte; la guerra è cosa viva, movimento, è vispa, ha voce, è piena di sorprese. La pace è apoplessia, è letargia: spenta, sorda, insensibile, assonnata, e fa mettere al mondo più bastardi che non uccida uomini la guerra.

                                                (Coriolano, di William Shakespeare. Atto IV, scena V)

L'opera del Bardo è ambientata nella Roma dell'antichità, ma il concetto espresso si adatta come un guanto al pensiero di un cavaliere medievale. E infatti scriveva così, un guerriero e poeta nel XII secolo

Baroni, date a pegno castelli, borgate e città, piuttosto che cessar di guerreggiare l'un l'altro
                                                                      (Bertran de Born, Elogio della guerra)


Nel mondo feudale il conflitto è una costante quotidiana. Per qualcuno è l'unica ragione di vita, per altri un flagello, una piaga -purtroppo- inevitabile, come la malattia e la carestia. Per alcuni fonte di immenso guadagno, per molti, moltissimi, la fine di tutto; morte e distruzione.

Vorrei iniziare una serie di approfondimenti sul tema, e per introdurre l'argomento di oggi eccovi un video adatto per creare la giusta atmosfera.


ATTENZIONE: immagini violente (l'avvertenza devo scriverla per forza, non reclamate poi se non è stato sufficientemente splatter!)



video

Nel caso il video non dovesse funzionare, ecco il link Battaglia di Stirling Bridge


Che massacro! A livello di emozione cinematografica nulla da eccepire; se era il senso di violenza estrema, selvaggia, quanto si voleva rendere al pubblico, l'effetto è riuscito. Teste rotte, arti tranciati, sangue a fiumi, cavalli imbizzarriti, grida belluine e sguardi ferali. Lo spettacolo di una cruenta battaglia medievale, drammatica e realistica... Aspettate un attimo. Realistica? Mica tanto. Tralasciando l'aspetto storico della battaglia di Stirling -dove addirittura a essere decisivo fu un ponte, altro che pianura!- atteniamoci ai dettagli più tecnici e generali. Nemici in tiepida attesa del colpo che li ucciderà, un ettaro di spazio libero per le evoluzioni con lo spadone (E se ve lo siete mai chiesti vi confermo che il vero William Wallace non aveva una Claidheamh di due metri come arma!), e poi non c'erano uniformi. Certo, non siamo ai livelli delle sgargianti divise settecentesche di Barry Lindon, un minimo di senso di medioevo i costumisti hanno dovuto renderlo -sbagliando comunque tutto l'equipaggiamento, proprio tutto! Dagli elmi degli arcieri alle braghe dei cavalieri- ma è chiarissimo chi siano gli scozzesi e chi gli inglesi.

Era davvero così? Non proprio.

Gli eserciti medievali non ebbero uniformi. Gli equipaggiamenti di eserciti culturalmente uguali (per esempio gli armati di due feudi vicini) erano molto simili al punto che sarebbe stato difficile stabilire, a colpo d'occhio, un amico da un nemico se lo si fosse tolto dal contesto fatto di stendardi, guidoni, simboli personali, motti e grida di battaglia.
Esempio di fanteria medievale, XIII secolo d.c. Autore G. A. Embelton. Una volta vestiti di tutto punto potevano esserci le suocere dei cavalieri a far gruppo e nessuno si sarebbe accorto (e in effetti si ricordano diversi scontri decisi da donne travestite da soldati, ne parlerò sicuramente) 


Nessuna attestazione documentaria, scritta, miniata o affrescata che sia, ha mai smentito l'affermazione di cui sopra. Stemmi, colori, blasoni, croci, segni, fasce omerali, sì, questo sì ma qualunque altro senso di uniformità militare che il cinema ha voluto trasmettere non ha alcun fondamento storico ma solo una, giustificatissima, utilità pratica: rendere il pubblico in sala in grado di riconoscere a ogni frame gli schieramenti, comprendere a favore di chi sta volgendo lo scontro e essere quindi partecipe della scena. Perché ci si aspetta da certe scene un massacro pressoché interminabile fatto di agilità e spietata abilità schermistica. Solo che per queste cose occorre spazio, coreografia, organizzazione ma soprattutto la consapevolezza che nessuno vuole veramente ammazzarti. Al contrario in una vera battaglia si tendeva a rimanere quanto più a lungo possibile spalla a spalla con i propri compagni, in formazione serrata. A cavallo o a piedi sono le formazioni chiuse le regine delle battaglie. 


Particolare degli affreschi del castello di Sabbionara d'Avio (Trento). Semplicemente splendidi!


Si cercava protezione psicologica e fisica allo stesso tempo. Gettarsi in mezzo alla formazione nemica roteando selvaggiamente la propria arma era il modo migliore per finire in una fossa comune. Capitava, eh. E qualcuno lo raccontava pure alla fine ma erano eccezioni a conferma di una regola ben più diffusa e comune sintetizzata con l'ordine fra i più comuni: "Serrate i ranghi!"


L'abilità non poteva poi molto contro la stanchezza che sopraggiungeva presto. Le armi pesavano, e tranciare arti e infilzare corpi e armature è molto più faticoso di quanto Mel Gibson possa farci credere. Ma lui è Mel, possiamo solo immaginare quello che accade quando apre le conserve a casa: il finale del Mucchio Selvaggio in confronto è un cartone dei Teen Titans. Inoltre gli imprevisti fuori dal proprio schieramento erano troppi. Si poteva scivolare, rimanere isolati, beccarsi un dardo vagante. Capitavano stando in schiera, queste cose, figuratevi a starsene da soli a fare sfoggio di sé. Sulle frecce vaganti re Harold ne avrebbe di cose da dire, se potesse tornare a raccontarcele.


La morte di Harold durante la battaglia di Hastings, 1066. Particolare dalla Tappezzeria di Bayeux.


Inoltre era comune l'assalto di più di un avversario, da più lati e senza esitazioni di sorta, contro il singolo: in pratica sgozzare un cavaliere ben corazzato veniva meglio se si faceva lavoro di squadra. Proprio nell'articolo su Azincourt potrete trovare esempi di come, se ben motivati, anche uomini quasi disarmati quali gli arcieri di re Enrico V poterono compiere una strage di uomini d'arme francesi corazzati, muovendosi in gruppetti determinati.

Stabilito che non c'è alcuna saggezza nel comportarsi da Berserkr, nel prossimo articolo vedremo come si combatteva uno scontro campale. Nel frattempo vi lascio questo gustosissimo video. 

video

In caso di malfunzionamento del video, ecco il link alla battaglia completa.

L'evento è A. D. 1387 Battaglia a Terra del Sole è organizzato dalla Compagnia d'arme delle 13 porte e sono un fiore all'occhiello tutto italiano della rievocazione internazionale.