Bayeux tapestry

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mercoledì 22 marzo 2017

In battaglia. Poitiers 1356. Prima puntata. Il raid inglese.

Preparatevi, è giunto il momento di scendere in battaglia!

Ho scelto per l'occasione la Battaglia di Poitiers, quella del 1356, perché nell'antefatto e nello svolgimento della stessa vi è di tutto: scontri fra avanguardie, assedi nello stile che piace tanto a Hollywood, proposte di singolar tenzone... Insomma, condensa in maniera perfetta quanto vi ho raccontato fino a oggi nei precedenti articoli (vedi Parte 1 e Parte 2). Inoltre il fatto d'arme è diretta conseguenza di una chevauchée, una spedizione di distruzione e saccheggio in grande stile, proprio quel genere di strategia bellica squisitamente feudale di cui parlavamo e che trovate anche nell'incipit di Forgiati dalla spada.
Un assedio di quelli a modo: lavoro di mina, breccia, assalto. Quelli che mandano gli sceneggiatori in brodo di giuggiole!
Siete in Francia. O meglio, nella porzione di terra comprendente Aquitania e Poitou (oggi Nuova Aquitania), che appartiene solo geograficamente alla Francia, in quel tempo invece solido dominio inglese. Il 19 giugno è arrivato dall'Inghilterra il conte di Stafford, con rinforzi e ordini per il Principe di Galles, Edoardo di Woodstock: muoversi quanto prima contro il regno di Francia. Intanto il re si sta organizzando per venire di persona con un esercito. Stessi ordini sono arrivati al duca di Lancaster, Henry di Grosmont (Il primo a portare tale titolo) e egli ha già dato avvio alla sua spedizione, fra Bretagna e Normandia. 
Edoardo di Woodstock in versione figurina Panini. A,bo "La guerra dei cent'anni - Stagione '46 - '56"
Al seguito di Edoardo, che diverrà noto poi come il Principe Nero, siete partiti da Rocheouart, luogo di assembramento delle forze anglo-guascone: la spedizione conta una forza piccola ma determinata di inglesi, gallesi, guasconi e abitanti dei Pirenei. Tutta gente avvezza a menare le mani, senza alcun timore di sporcarle con il sangue di nemici e innocenti. Non c'è un supporto strategico preciso, si tratta di una lunga marcia, veloce quel tanto che basta per conseguire quanti più risultati possibile nell'immediato, e se si presenterà l'occasione ci si congiungerà a nord con l'armata del Lancaster e quella del re per ottenere un bel colpaccio tipo Crecy, dieci anni prima.

State marciando, insieme a qualche migliaio di uomini, diverse centinaia di donne (necessarie per tutte le esigenze della truppa) e un numero sconfinato di animali. Siete un'armata ma l'aspetto di ogni esercito in marcia doveva essere più simile a quello di un circo, variegato e dagli innumerevoli figuranti, non solo combattenti in perfetta tenuta (perfino gli eserciti napoleonici non erano quella gran parata di blu che si è portati a credere, dopo le prime settimana di campagna: i vestiti si logoravano, i berretti si perdevano, le barbe crescevano ecc. ecc.). Ogni volta che vi accampate la zona circostante diviene una latrina a cielo aperto, non c'è tempo di scavare fossati. E si mangia discretamente solo nei due, tre pasti a seguire la cattura di un villaggio o il saccheggio di un borgo fortificato -quando va bene- perché poi la logistica lascia ancora molto a desiderare e i pochi elementi che si riescono a trasportare senza rischio di deperimento sono farine, ghiande, bacche e carne salata. La carne salata finisce sempre troppo presto, inoltre. E' difficile fare economia sul lungo termine, troppi fattori in ballo, troppo scarsi i mezzi di gestione. Se avete trovato del pane, sotto i giacigli di quella famiglia di contadini che vi ha "gentilmente e spontaneamente" aperto la porta di casa per frugare, questa mattina, tenetelo nascosto fra il gambeson e la tunica, sarà meglio!
Il sacco di Vierzon. Opera di Graham Turner. Potete ammirare i suoi splendidi lavori nel sito Studio 88.
Dopo alcuni giorni appare chiaro che a conti fatti la grande cavalcata ha prodotto più danni ai nemici, che guadagni a voi. Per muovervi velocemente -adesso vi dico perché avete tanta fretta- avete dovuto rinunciare a un bel po' di bottino. Soprattutto tutta quella bella robina trovata a Vierzon, il 26 agosto. La città, abbandonata dagli abitanti, è stata a vostra completa disposizione e l'avete spogliata di tutto, e per due giorni avete marciato con estrema lentezza per via dell'ingente tesoro trafugato; poi, all'improvviso, la sera del 28 il principe Edoardo ha dato un ordine contrario alle aspettative: lasciare tutto il superfluo e mettersi in cammino. Ha ricevuto notizie che hanno messo una gran fretta a tutti; mentre i suoi subalterni non nascondono una certa ansia, lui comunque appare sempre tranquillo. Eccolo là che controlla e incita i suoi mastini ogni volta che serve, dando l'esempio e senza risparmiarsi. La sensazione è che Edoardo sappia esattamente cosa fare. Lo chiamano "il cavaliere perfetto", no? Ci sarà un motivo... O almeno si spera.
Nel cerchio la città di Vierzon. 
Ma cosa è accaduto? Il fatto è che la cavalcata del Duca di Lancaster, al nord, è stata rapida, rapidissima. Quasi un giro per rifornire fortezze e cittadelle leali, con poco danno al territorio e ancor meno possibilità di intercettazione da parte dei francesi. Al sud invece, dove siete voi, c'è il Principe in persona che fa le cose per bene, assedia e saccheggia con furia inaudita. Sconfiggere il rampollo di re Edoardo III (la cui spedizione è stata rinviata) fa venire l'acquolina in bocca; inoltre il prestigio vuole che qualcosa si faccia e visto che la sua colonna è la più lenta mettere lui al centro della controffensiva diviene la scelta più sensata. Sistemate alla meglio le cose in Normandia, il re di Francia si organizza e fa adunare le armate nei pressi di Chartres.
Edoardo scopre questi piani poco dopo il saccheggio di Vierzon, il 28 mattina secondo il cronista Froissart; evento che a conti fatti rappresenta il punto di svolta della campagna. Un gruppo di ricognizione inglese quel giorno incappò casualmente in una forza di esploratori francesi, nei pressi del fiume Cher. Lo scontro dovette somigliare a una sorta di rissa fra tifoserie, piuttosto che a una battaglia. Dalla scaramuccia emergono vincitori gli anglo-guasconi e i prigionieri presi raccontano parte delle intenzioni francesi: il grosso delle forze nemiche si sta muovendo per intercettare gli incursori . C'è la Loira che separa le due armate, e i punti di attraversamento non sono molti. Manovrando con celerità Edoardo potrebbe bloccare il principale, a Tours, indicato anche dai prigionieri. A Tours, controllando gli attraversamenti, si potrebbe anche dare battaglia, e Edoardo è ambizioso. Decide di procedere verso la città e prenderla con la forza. Inoltre invia dei messaggeri al Duca di Lancaster, cercando di coordinare i movimenti delle due armate e convergere nello stesso momento presso Tours, raddoppiando così le forze disponibili. 
All'epoca, come oggi, Tours era un punto di attraversamento della Loira importantissimo.
Non fosse che una forza di almeno trecento "lance" -e per ogni lancia dobbiamo presumere in media tre/quattro combattenti di varia tipologia- al comando di Jean de Boucicault (il padre di Jean II, comandante a Agincourt) e Amaury de Craon, il 31 agosto ha attraversato in gran fretta il fiume e senza una ricognizione, senza sapere quanto siano distanti da loro le forze alleate e il grosso delle forze nemiche, ha deciso di caricare a testa bassa l'avanguardia guascona di Edoardo. Solo che lo fanno alla "francese": come tori impazziti, senza il minimo senso tattico. Un rullo compressore di carne e acciaio che, pur impressionante, è rumoroso e difficilmente manovrabile una volta lanciato. Raccontano le cronache che gli inglesi udito il rumore tremendo dei nemici in avvicinamento, si siano schierati -rigorosamente a piedi- per affrontarli e vedendoli arrivare, una massa compatta come un bolo mal digerito, più d'uno deve aver pensato di essere giunto alla fine della propria vita. Ricordate? Ci siete anche voi li in mezzo ai soldati appiedati... Riuscite a immaginare quel muro d'acciaio a dorso di destrieri che viene verso di voi implacabile come una tempesta? Roba da farsela addosso! Arriva però l'ordine di aprire i ranghi, di spostarsi dal percorso d'attacco. Vi togliete dalla strada, titubanti. Funzionerà? Per vostra fortuna funziona, eccome: i francesi vi passano davanti inarrestabili come un treno ma, appunto, proprio come un convoglio ferroviario sono bloccati sui "binari" della direttrice di carica. Terrificante, potete sentire lo spostamento d'aria, quasi un risucchio implacabile, ma di effetti negativi poco o niente. Non era possibile modificare la direzione verso la quale puntavano. Adesso che hanno perso lo slancio è il caso di afferrare lance, asce e coltelli e cominciare il lavoro di macelleria. Veloci, finché sono ancora storditi dall'aver impattato sul niente. Ne fate fuori la metà, aggirandovi fra i cavalli, tirandoli giù dalle selle e infilzando a destra a manca senza sosta. E nel mentre ecco arrivare il grosso della vostra armata. Se anche l'armata nemica fosse stata nei paraggi si sarebbe combattuta una battaglia campale. Ma i francesi sono lontani (non lontanissimi) e prudentemente Boucicault e Amaury fuggono con i sopravvissuti nel vicino castello di Romorantin.
L'attuale Castello de Muolin, databile in questa forma a partire dalla fine del '400. Si nota il perimetro della fortezza precedente, dove fuggirono Boucicault e Amaury con la coda fra le gambe.
Ecco, abbiamo visto uno scontro fra avanguardie, prodromo -spesso, non sempre- di una battaglia più grande. Adesso andiamo a vedere, a causa della testardaggine di Edoardo, un assedio di quelli tosti. Non ci sarebbe tempo da perdere ma il Principe Nero non vuole lasciare una forza consistente di avversari in grado di prenderlo alle spalle. Di far cadere la piazzaforte per fame non c'è modo. Preparate scale, arpioni, badili e picconi. Si assalta. 

Ecco la descrizione fatta dal cronista Froissart.



Preso il castello, ci si dirige verso Tours. Una corsa contro il tempo, nella speranza che Lancaster sia giunto anch'egli nei pressi della città. Nessuno può immaginare quello che sta per accadere... Alla prossima puntata!



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