Bayeux tapestry

Bayeux tapestry

sabato 16 settembre 2017

Le immagini più misteriose della Tappezzeria di Bayeux. Vol. 1

Una piccola carrellata di immagini bizzarre e misteriose tratte dalla Tappezzeria di Bayeux. 

TUROLD 
- Turoldo 

Beh, questo è proprio particolare. Si tratta della seconda figura misteriosa dopo Ælfygyva. Il nome è una variante regionale del norreno Thorvaldr. Questo non aiuta molto a inquadrare il personaggio in quanto nome molto diffuso: Adigard des Gautries nel suo studio della prima versione "inglese" della chancon de Roland identifica 29 persone con quel nome, fra le quali l'autore appunto della trascrizione della Canzone.

Si è discusso se per caso Turoldo non fosse la figura vestita di rosso a sinistra. In effetti non vi sarebbe spazio per indicare l'uomo alto, un normanno, che fa da messaggero nella scena se non scrivendo il nome al suo fianco. Le caratteristiche dell'omino però lo rendono così particolare che è lecito ipotizzare sia lui il protagonista di questa scena, il nome dunque rafforzerebbe solo il riconoscimento di una figura di per sé già molto particolare. C'è chi ipotizza fosse un giocoliere nano, per via degli abiti e della barbetta a punta o comunque un personaggio caratteristico della corte di Guglielmo. Notare i pantaloni, fuori dal comune rispetto alle calze degli altri personaggi della Tappezzeria. Sembra che in Catalogna, stando alle parole di P. Bennett nel suo studio su Turoldo (ma io non ho potuto verificarlo direttamente per ora), i menestrelli e i giocolieri fossero usi utilizzare abiti di quella foggia.

Chissà...









UBI UNUS CLERICUS ET ÆLFGYVA 
- Qui un chierico e Ælfgyva

Di tutto l'arazzo non esiste una figura più misteriosa di questa donna (no, non è proprio così, abbiamo pure Turoldo di cui sopra ;) ). Sono almeno due secoli che eminenti storici cercano di risolvere l'arcano senza grandi risultati.

Intanto la scena: un chierico, ce lo dicono sia il testo che l'immagine (tonsura e corpo magrolino rispetto ai guerrieri) e la donna sono sotto una struttura molto particolare. Ho letto un'ipotesi che ne farebbe un seidhjallr, un soppalco, a volte con tanto di sedile a volte più simile a un gazebo, dal quale parlavano le profettesse nordiche come le Vǫlur. Mi sembra azzardata, nonostante il fascino chiaramente "vichingo" della struttura.

Che si tratti di un portico sembra certo e questo dettaglio pone la scena all'esterno, donandole una certa aurea di mistero aggiuntivo, di qualcosa di ordito alle spalle dei grandi che invece stanno parlando nella Sala Magna di Rouen (la scena prima).

Secondo McNulty, uno storico inglese che nel 1980 pubblicò un'interessante monografia sul personaggio, potrebbe trattarsi di
Ælfygyva di Northampton, la quale sarebbe stata causa di discordie e dissapori presso la corte inglese dopo la morte di Canuto. Forse un'allusione didascalica al fatto che ci fosse "del marcio, in Inghilterra" già da tempo. Infatti poco prima Guglielmo e Araldo parlano per la prima volta, subito dopo la liberazione di quest'ultimo.

Purtroppo nulla di certo...

Per quanto riguarda il chierico, questi sembra colpire la donna. Forse è un'immagine forte per testimoniare di un ammonimento, piuttosto che una percossa. C'è un indizio che potrebbe collegarlo con la cattedrale di Norwich, si tratta della forma a spirale della colonna, la stessa del sigillo del vescovo Herbert Losinga, ma da qui a trarre conclusioni io non mi azzardo.

Insomma, proprio un bel mistero!







HIC WIDO ASSUXIT HAROLDUM AD WILGELMUM NORMANNORUM DUCEM 
- Qui Guido conduce Aroldo da Guglielmo, Duca dei Normanni


C'è un particolare divertente in questa immagine ma prima di descriverlo occorre spiegare brevemente chi era Wido e cosa aveva combinato.

Si tratta di Guido di Ponthieu, succeduto come Conte al fratello Enguerrand caduto in battaglia nel 1053. Questi, secondo un'usanza comune dell'epoca in quelle zone della Normandia, aveva preso Harold e tutti i suoi uomini suoi prigionieri poche scene prima. Accadeva infatti, lungo le coste del Nord Europa, che i sopravvissuti a un disastro marittimo fossero considerati preda dei signori delle coste presso le quali trovavano scampo dai flutti (Secondo William di Poitiers era un "costume barbaro contrario ai principi cristiani" mentre per William di Malmesbury "chi sopravviveva a un naufragio correva peggiori pericoli sulla terraferma"). Aroldo dunque, lasciata l'Inghilterra per conferire con Guglielmo, ebbe un incidente in mare e fu catturato da Guido. Solo l'intervento diretto di Guglielmo il Bastardo gli restituirà la libertà e infatti in questa parte Guido-Wido sta per incontrare Guglielmo che gli ha ordinato di lasciare il nobile Aroldo.

Quello di cui volevo parlarvi però è di un dettaglio che spesso sfugge all'attenzione, in maniera comprensibile perché di cose di cui meravigliarsi ne è piena questa opera d'arte. Se ci fate caso il cavallo è molto magrolino e ha le orecchie d'asino. E' diverso da qualsiasi altra cavalcatura presente nella Tappezzeria (ve ne sono 200). Qualche autore interpreta l'animale proprio come un asino e non un cavallo dalle fattezze ambigue. Insomma, appare chiaro che questo Guido non doveva essere molto simpatico né a Guglielmo, né a Oddone, il fratellastro che commissionò l'opera di tessitura.

Un esempio di satira politica molto interessante.






ISTI MIRANT STELLA 
- essi ammirano le stelle 


Anno milleno sexagesimo quoque seno / Anglorum mete crinem sensere comete
(Johannis de Fordun - Chronica gentis scotoeum)

Concludo con un dettaglio non così sconosciuto ma sicuramente di grande fascino: la cometa di Halley.

La cometa, il cui ciclo di 76 anni è stato scoperto da Halley nel 1682, apparve effettivamente nei cieli d'Europa fra la fine di Aprile e l'inizio di Maggio del 1066. Seguendo la cronologia della Tappezzeria essa viene avvistata prima dell'ascensione al trono di Harold ma i fatti storici differiscono in quanto la cometa apparve appunto dopo. (Harold divenne re il 5 Gennaio dello stesso anno). Essendo ogni segno straordinario del cielo interpretato in chiave profetica gli autori della Tappezzeria forzarono un poco la mano per far risaltare il passaggio della cometa come segno del futuro disastro che incombeva sul re anglosassone.